Conoscere le vulnerabilità basta a comprendere l'esposizione reale?
Gestiamo in modo continuo l'intero ciclo di vita delle esposizioni: individuiamo ciò che conta davvero, orientiamo la remediation sull'impatto reale e misuriamo la riduzione del rischio nel tempo.
Cosa include
Come funziona
I vantaggi
Per chi è pensato
Il servizio è rivolto ad aziende con infrastrutture di tutte le dimensioni e complessità, in cloud, ibride e distribuite, nelle quali asset, identità, applicazioni ed esposizioni cambiano continuamente. È particolarmente indicato per organizzazioni che gestiscono elevati volumi di vulnerabilità e alert e necessitano di comprendere quali esposizioni rappresentino realmente un rischio per asset e processi critici, orientando la remediation in funzione della sfruttabilità e dell'impatto sul business.
Richiedi una consulenzaDomande frequenti
Qual è la differenza tra Vulnerability Management e CTEM?
Il Vulnerability Management è focalizzato principalmente sull'identificazione, classificazione e trattamento delle vulnerabilità tecniche. Il CTEM amplia questa prospettiva considerando l'intera esposizione dell'organizzazione e correlando vulnerabilità, misconfigurazioni, identità, percorsi di attacco, asset, controlli di sicurezza e contesto di business. L'obiettivo è stabilire quali esposizioni possano generare un rischio concreto e quali debbano essere affrontate per prime.
Quali sono le fasi di un programma CTEM?
Un programma CTEM si sviluppa attraverso cinque fasi iterative: scoping, discovery, prioritizzazione, validazione e mobilitazione. Lo scoping identifica gli ambiti e gli asset rilevanti; la discovery individua esposizioni e superfici di attacco; la prioritizzazione determina ciò che richiede maggiore attenzione; la validazione verifica la reale sfruttabilità e l'efficacia dei controlli; la mobilitazione traduce le evidenze in attività concrete di remediation e mitigazione. Al termine del ciclo, il processo riparte per adattarsi alle variazioni dell'ambiente e del profilo di esposizione.
Come vengono definite le priorità?
La priorità non deriva esclusivamente dal severity score di una vulnerabilità. Vengono correlate sfruttabilità, raggiungibilità, criticità degli asset, identità e privilegi coinvolti, efficacia dei controlli, dipendenze tecnologiche e potenziale impatto sul business. Questo consente di concentrare le attività sulle esposizioni che rappresentano il rischio più significativo per l'organizzazione.
Come si misura il valore di un programma CTEM?
Attraverso metriche che descrivono l'evoluzione dell'esposizione e della remediation nel tempo, come la riduzione delle esposizioni critiche realmente sfruttabili, i tempi di trattamento, la diminuzione dei percorsi verso asset critici, l'efficacia dei controlli e l'andamento del rischio residuo.
Il CTEM sostituisce Vulnerability Assessment e Penetration Test?
Il CTEM li inserisce in una prospettiva più ampia e continua. Vulnerability Assessment e Penetration Test rimangono strumenti utili per individuare o approfondire specifiche condizioni di rischio, mentre il CTEM governa continuamente discovery, prioritizzazione, validazione e remediation dell'esposizione complessiva.
Perché la validazione è importante nel CTEM?
La presenza di una vulnerabilità o di una configurazione debole non determina automaticamente la possibilità di compromissione. La validazione consente di verificare quali esposizioni possano essere realmente sfruttate, quali percorsi possano condurre verso asset critici e come reagiscano i controlli di sicurezza. Queste evidenze consentono di migliorare la qualità della prioritizzazione e indirizzare la remediation.
Come si applica il CTEM a cloud, identità e API?
Il CTEM considera l'esposizione oltre il perimetro infrastrutturale tradizionale. Il processo può comprendere ambienti cloud e ibridi, identità e privilegi, Active Directory, applicazioni, API e altri componenti della superficie di attacco. Lo stesso ciclo di discovery, prioritizzazione, validazione e remediation viene applicato ai diversi domini, correlando le esposizioni per individuare eventuali percorsi di compromissione trasversali.
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